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Itinerario storico-religioso

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Castello Lanza Branciforte

castello_524x541Tra gli illustri personaggi che godettero della bellezza e della solarità del piccolo borgo vi fu l’illustre Casata dei Principi Lanza. Il castello Lanza di Trabia nasce da una roccaforte araba, esso viene ristrutturato nel suo assetto generale durante il periodo di dominazione normanna in Sicilia. Risale proprio a questi anni la struttura che vede nel muro perimetrale di forma quadrata e nel Mastio centrale i principali elementi che caratterizzavano le fortezze normanne. Quest’ultimo venne adibito a prigione nel XVII secolo. A partire dal XV secolo, grazie al matrimonio tra Aloisia Di Bartolomeo, erede delle terre di “Tarbia”, con Blasco Lanza, la fortezza trova la sua destinazione a dimora della famiglia nobiliare. Il Castello di Trabia visse il suo massimo splendore con Ottavio Lanza II a partire dal 1633, anno di fondazione del feudo di Trabia. Antiche testimonianze raccontano che il Castello fosse, a quell’epoca, una vera e propria oasi, tra le sue imponenti rocce sgorgava una fonte d’acqua limpida. Nella struttura del Castello si possono notare tre Torri appartenenti ad epoche differenti: l’antico Mastio, la torre circolare a ridosso sul mare che ricopriva una probabile funzione di difesa, la torre campanaria e una quarta torre angolare distrutta in seguito alla costruzione della rete ferroviaria nel territorio locale.
All’interno di esso ancora oggi si possono ammirare due splendidi portali in stile gotico-catalano oggi deteriorati a causa della salsedine alla quale sono perennemente esposti; un terzo portale in marmo di probabile scuola gaginiana risale al XVI secolo e rappresentava l’ingresso della Cappella di Santa Petronilla edificata all’interno del Castello nel 1571. Molti manufatti all’interno del Castello provengono da altri manieri siciliani (Petraperzia e Mussomeli) appartenenti a nobili famiglie imparentati ai Lanza di Trabia.
In epoca recente sono stati rinvenuti i resti di un antica macina a pietra utilizzata per la molitura del grano.
Oggi del Castello non più appartenente alla famiglia Lanza, rimangono le splendide terrazze da cui è visibile il Golfo di Termini Imerese e le mura di recinzione con le corone di torri che avevano una funzione di ornamento e di difesa. Nei pressi dell’ingresso principale è possibile notare i resti dell’antico ponte levatoio.

 

 

 

Porta Palermo

2Procedendo a piedi lungo la statale 113, in direzione Messina ed imboccando il bivio per il centro abitato di Trabia, dopo aver superato il sottovia della strada ferrata, ci si ritrova dinnanzi le antiche mura della città. A causa della loro parziale demolizione avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, sono state restaurate nel 2008. Le mura furono costruite dal principe Ottavio Lanza II, detto l’Edificatore, nella prima metà del XVII secolo , in difesa del piccolo borgo e delle terre circostanti il castello. Nelle pareti laterali della porta sono presenti quattro lapidi, due delle quali risalgono allo stesso periodo di costruzione delle mura: nella prima il principe rivendica i diritti su queste terre, nella seconda invita i passanti, con grande senso di ospitalità, ad entrare gradevolmente nel territorio con le seguenti parole: “Senza paura entra in questo territorio ospite amico, ti invita qui una sede ed un’ospitalità sicura, lontana da qui fuggono le insidie, le frodi e gli inganni, vi risiedono la sacra fede, la pietà e la religione, questo territorio è di presidio, un leone dal vigile sguardo ti protegge e il casato proveniente dalla Bavaria sotto la guida dei Lanza. Lo stesso è crudele con i colpevoli e mite con gli innocenti, a questi è favorevole, mentre mette in fuga quelli azzannandoli.”. Le altre due lapidi riportano invece l’elenco dei caduti trabiesi che hanno sacrificato la loro vita per la difesa della Patria durante la prima guerra mondiale.

 

 

Chiesa Sant’Oliva

Sant'Oliva

Varcando la porta di Trabia si erge la splendida Chiesa di Sant’Oliva, la più antica del borgo, costruita nel 1643 per volere di Don Ottavio Lanza. La Chiesa fu adibita fino al 1800 a cimitero locale. Essa è caratterizzata da una struttura semplice ad una sola navata, è dotata di un prezioso altare proveniente dalla chiesa del Castello Lanza ed in essa vi sono conservate due splendide opere. La prima è il martirio di Santo Stefano, che sembrerebbe stilisticamente legata alla scuola di Pietro Novelli. La seconda è una Madonna con Bambino realizzata secondo stilemi fiamminghi o derivanti dalla cultura Antonellesca.

 

 

 

 

Piazza Lanza e Lavatoio

15Procedendo verso il centro urbano si giunge nella Piazza dedicata a Giuseppe Lanza, centro nevralgico di incontro per i giovani locali e dei paesi limitrofi. Essa sul lato destro è caratterizzata da una parete rocciosa di natura calcarea che nei millenni trascorsi è stata interessata da una faglia verticale. A ridosso di detta faglia si può ammirare una vasca ottocentesca, ornata nella parte sovrastante con lo stemma marmoreo della Famiglia Lanza. Essa è alimentata da 10 rubinetti chiamati “cannoli”, che vi riversavano fino agli anni Sessanta, oltre 200 litri d’acqua al secondo. Alla destra della vasca si può notare la struttura di un antico acquedotto costruito in epoca fascista. A ridosso dell’acquedotto esiste ancora oggi un’altra piccola vasca con due “cannoli” dalla quale sgorga acqua potabile. Nella via sottostante la Piazza si notano i resti di un antico lavatoio che fino agli anni Cinquanta veniva utilizzato dalle massaie del Paese per lavare il bucato.
All’interno della Piazza si può notare, inoltre, un monumento al Milite Ignoto, dedicato ai caduti in guerra.

 

 

 

Chiesa del SS. Sacramento

sacramento

Procedendo verso il centro lungo il Corso principale, dedicato a Giuseppe La Masa, generale garibaldino ed eroe nazionale, sul lato destro, è possibile contemplare la Chiesa del SS. Sacramento. Essa fu edificata nel 1715 per volere di Don Ignazio Lanza, Deputato del Regno e Capitano di Giustizia nonché Pretore di Palermo, a seguito di un incremento demografico della popolazione locale. La Chiesa, inizialmente intitolata al Patrono “SS. Crocifisso”, venne benedetta dall’Arciprete Don Giacomo Buccheri l’11 gennaio 1716. La Chiesa, secondo lo schema delle altre chiese trabiesi, si presenta con una facciata semplice allineando il portone, l’edicola, e il rosone, una semplicità che si riflette anche all’interno facendo eccezione dello sfarzoso tabernacolo.

 

 

 

 

Cappella del Calvario

3Procedendo verso il centro si giunge in via Calvario, strada che conduce al quartiere più antico di Trabia. In essa si trova una piccola Cappella (Cappella del Calvario) edificata nell’aprile del 1830 per volere dell’istituto religioso ancor oggi presente nel Paese. La pittoresca Cappella venne edificata in cima ad una roccia arenacea quarzosa, visibile ancora oggi: essa, ridotta in sabbia, veniva utilizzata dalle donne del vicinato per pulire minuziosamente il pentolame annerito dalle fiamme. Alle spalle della roccia vi è posta una grande croce di ferro con tre luci alle estremità che simboleggiano la Trinità. Essa viene utilizzata dai fedeli durante tutto il mese di maggio per la recita del Santo Rosario, durante la settimana del Sacramento e per la settimana santa in occasione della processione del simulacro di Gesù Cristo e della Vergine Addolorata.
Nelle vicinanze della Cappella si trovano la Casa Natale del “Servo di Dio” Fra’ Andrea Tonda e due piccole piazzette, una caratterizzata da un grande albero di fico posto al centro di essa, l’altra antistante la Cappella, da cui è possibile notare la roccia arenacea.

 

 

 

Chiesa Madre Santa Petronilla

9La Chiesa Madre di Trabia, dedicata a Santa Petronilla, fu voluta da Giuseppe Lanza. I lavori cominciarono nel 1790 e terminarono nel 1802. La Chiesa venne edificata inizialmente ad una sola navata, la centrale. Risalgono, invece al 1870 le due navate laterali costruite in seguito all’abbattimento delle mura. L’Arciprete trabiese Monsignor Antonino Di Matteo fece costruire nel 1885 l’altare maggiore in pregiato marmo bianco, nel 1887 le cinque cappelle laterali ed il pavimento di marmo di tutte le tre navate e, infine, nel 1892 la facciata.
All’interno della Chiesa Madre viene custodita la Croce in bronzo rinvenuta nel 1830 da un giovane di nome Carlo Bondì durante la raccolta di ciotoli di mare destinati all’ornamento della Cappella del Calvario ancora in costruzione. Al suo ritrovamento si crede sia dovuto il definitivo debellamento della peste che in quel periodo attanagliava i territori locali. Gli abitanti, non a caso condussero con una solenne processione la Croce all’interno della Chiesa all’interno della quale si trova tutt’oggi. Gli estremi della croce latina si allargano in piccoli capi croce trilobati che racchiudono delle immagini sacre: sulla faccia principale sta Gesù Crocifisso circondato dai quattro evangelisti mentre sulla faccia secondaria si trova la Madonna col Bambino. Il Professor Ettore Gabrici, all’epoca del ritrovamento Direttore del Museo di Palermo, descrisse la croce come “un pregevole prodotto dell’industria siciliana con caratteri spiccati di arte quattrocentesca”.
All’interno della Chiesa viene custodito un quadro che rappresenta Santa Petronilla alla quale è intitolata la Chiesa; inoltre un quadro di certo valore ritraente la Vergine del Rosario….
All’interno della Chiesa vengono custodite a partire dall’anno 1973, le spoglie del Servo di Dio Fra’ Andrea Tonda.

 

 

 

Madonna Delle Grazie

6La chiesa della Madonna delle Grazie è stata costruita tra il 1635 e il 1945 come pietra di confine tra la “Città delle terme” (Termini Imerese) e il feudo di Trabia.
All’interno della chiesa si possono ammirare un grande crocifisso in cartapesta e un’opera del celebre pittore Pietro Novelli, che raffigura i due celesti protettori della città di Termini Imerese, San Calogero e il Beato Agostino. Inoltre vi sono diversi quadri attribuiti alla Scuola pittorica di Pietro Novelli, tra questi vi è un quadro molto antico, di autore ignoto, che rappresenta l’immagine della Vergine Maria assunta in cielo accompagnata da alcuni angeli. Esso venne ritrovato in una cappella antichissima, antistante la chiesa. All’interno della Chiesa vi sono alcuni stucchi di scuola serpottiana risalenti al XVII secolo.
Una leggenda popolare narra che il Crocifisso venne trafugato in una notte per essere portato nella vicina Termini Imerese ma puntualmente, il giorno successivo venne ritrovato nuovamente nella navata centrale della Chiesa della Madonna delle Grazie. Ad aumentare il velo di mistero vi è la traccia di argilla sui piedi del Crocifisso che pare volesse ritornare sul suolo trabiese al quale apparteneva.

 

 

CHIESA SAN NICOLA L’ARENA
La Chiesa Madre della piccola frazione marinara di San Nicola l’arena fu edificata nel 1887 dal trabiese Salvatore Affatigato su incarico dell’Istituzione “San Francesco di Sales”. Essa fu finanziata da un laico possidente palermitano Celeste, che la dedicò a San Nicola di Bari. Importante è l’altare Maggiore in cui risiede una scultura di notevole manifattura in legno dell’Immacolata.
Sul Sacrato della Chiesa vi è un imponente Statua di San Giovanni Paolo II.
All’interno della Chiesa si trovano inoltre alcune importanti statue rappresentanti San Nicola di Bari e la Vergine Addolorata.